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L'Unione Italiana Ciechi di Genova contravviene allo Statuto e fa fare campagna elettorale ai partiti

Aggiornato il 15/09/2020 18:00 
 

Si comunica ai soci i quali non hanno potuto presenziare all’incontro nella mattina dell’11 settembre 2020 presso la Sezione UICI di Genova con la Consigliera Comunale Lorella Fontana Capogruppo della Lega, che da sabato 12 settembre 2020 è possibile Ascoltare la registrazione nella home page del sito www.uiciliguria.it

Questo è il messaggio accampato nella Pagina Web di UICI Liguria, a pubblicizzare ulteriormente un incontro politico tenutosi nella sezione UICI di Genova. Il 14 settembre invece si è tenuto l'incontro col capo gruppo PD regionale Giovanni Lunardon. Mi informano che probabilmente se ne terrà un altro con un rappresentante di Forza Italia.

Per gli altri comunicati: http://www.uiciliguria.it/genova/

Domenica 20 e lunedì 21 settembre i cittadini della Liguria sono chiamati alle urne per votare il nuovo Presidente e il consiglio regionale. Lorella Fontana, capogruppo della Lega in Comune è candidata nella provincia di Genova. L’annuncio è della stessa tramite Facebook. Così come Giovanni Lunardon, capogruppo uscente del consiglio regionale, capolista per il PD.

È indubbio constatare che Lorella Fontana e Giovanni Lunardon sono andati presso UICI Genova per fare campagna elettorale, per promuovere loro stessi e i loro partiti. Siamo dunque di fronte al fatto che una sezione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, tra l'altro la sezione di Genova dove nel 1920 l'UICI è nata, apre i propri locali e si fa strumento per essere l'agone dei partiti in campagna elettorale, facendosi sgradevolmente portavoce degli interessi di questi soggetti politici e ledendo di fatti il dettato del suo Statuto che la vuole o la vorrebbe interamente apartitica, a Tutela della dignità dei ciechi e dei soci.

In questo articolo vogliamo evidenziare perché è inopportuno e indegno che una sede UICI ospiti i partiti nei suoi locali, addirittura organizzando per loro degli appositi incontri in prossimità di elezioni e consentendo loro di fare propaganda elettorale dentro la sua sede.

Noi soci abbiamo taciuto abbastanza. È ora di finirla di stare zitti! Se nessuno grida ai dirigenti UICI di fermarsi a riflettere su cosa stanno facendo e male, loro continueranno a fare male e peggio! Io vedo che a forza di silenzi UICI sta marcendo!

UICI è un'Associazione apartitica. Per sua Natura non dovrebbe né schierarsi né sostenere alcun partito in campagna elettorale, così come ha appena fatto l'UICI di Genova. Checché ne possano dire ora i suoi dirigenti, ciò che è stato fatto è grave, gravissimo! UICI di Genova ha fatto qualcosa di più grave che schierarsi: ha trasformato la sede UICI in un luogo di propaganda politica, un luogo dove andare a racimolare voti, ha colorato la sua sede e le ha dato una connotazione partitica, a dispetto della volontà politica dei propri soci e dell'apartiticità del proprio Statuto. Di più, ha chiamato i suoi soci a riunirsi per sentire la propaganda politica di alcuni candidati, come se fosse una pubblica piazza.

L'audio dell'incontro può essere ascoltato dal player presente più sopra. Non vi accorgete della retorica politica da niente che questa persona sta utilizzando? perché sprofondare UICI in questa profusione di parole stantie? Io stesso potrei parlare al medesimo modo! Sono parole utilizzate e inflazionate in qualsiasi campagna elettorale e da qualunque politico. Che vantaggio ne ha UICI di Genova? che cosa dovrebbe far conoscere UICI di Genova a questi candidati? quale insegnamento dovrebbe dare loro? La verità è che UICI di Genova si è fatta strumento di supporto a una campagna elettorale, un supporto ai partiti del tutto insensato. Questi incontri per caso gonfiano l'ego di qualcuno? Ma avete capito cosa avete fatto? Non ci possono essere giustificazioni che tengano!

Un altro dirigente mi racconta orgogliosamente che in Emilia Romagna, piuttosto che dare spazio a pochi partiti, hanno dato spazio a tutti i partiti, per non scontentare nessuno. Noi pensiamo che questa sia una toppa peggiore del buco! UICI in campagna elettorale non dovrebbe dare proprio spazio a nessuno. UICI è apartitica! UICI segue la politica e dialoga con essa, non coi partiti.

Lo Statuto di UICI esplicita una lunga serie di attività tramite le quali perseguire le finalità istituzionali. Questo Statuto è stato preso in esame dall'autorità amministrativa che lo ha approvato nella sua interezza. Lo Statuto dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti cita esplicitamente l'apartiticità dell'Associazione. Noi associati, infatti, aderiamo all'Associazione sulla base del suo Statuto. Venendo meno l'apartiticità, viene formalmente meno uno dei principi che ci ha indotti ad aderirvi. stiamo aderendo a un'Associazione che si comporta difformemente dallo Statuto che l'autorità amministrativa e noi soci abbiamo accettato, attuando per il raggiungimento dei suoi fini delle modalità a noi formalmente sconosciute. Non è questione da poco.

Apartitico significa che parte da presupposti non partitici o svolge un'azione non influenzata dai partiti politici. Apartitico quindi significa che i partiti devono restare fuori dall'Associazione. Il dialogo che l'Associazione deve avere è con la politica, coi politici al governo, indipendentemente dal loro Colore. Perché in quel caso i politici rappresentano lo Stato, e non se stessi come partiti.

Il Presidente di UICI che assuma quel ruolo deve dialogare alla pari solo con la politica, giammai coi partiti, in rispetto dell'organo e della sede che rappresenta. Sono i suoi soci ad avergli dato fiducia per rappresentarli di fronte allo Stato, giammai per rappresentarli e parlare a loro nome di fronte a un candidato a un'elezione politica, indipendentemente che il partito piaccia o meno. Ne risente anche la politica associativa, quando quello stesso Presidente, qualche suo delegato o un suo successore, si troverà a dover dialogare con la politica, che magari gli potrà rimarcare il fatto incontestabile di essersi schierato durante una campagna elettorale a Sostegno di un partito o di un altro. Il Presidente dell'Associazione deve essere come un magistrato, distante da ogni posizione partitica, giammai influenzabile dai partiti, giammai farsi strumento dei partiti per far loro Acquisire voti.

Non ci sono giustificazioni e compromessi che tengano! Se si vuole cambiare l'apartiticità dell'Associazione lo si faccia in sede congressuale, il Congresso è vicino: si depenni l'apartiticità dell'Unione Italiana Ciechi e le si diano dei connotati partitici. Almeno noi soci possiamo decidere consapevolmente se restare in questa Associazione o andarcene, anziché essere intortati con giustificazioni ridicole in questi fatti sgradevoli che ogni tanto accadono.

Aprire le porte dell'Unione, col pretesto di sensibilizzare i presunti o probabili futuri governanti, significa vendere la dignità di tutti i soci e di UICI alla propaganda dei partiti, che adattano le loro frasi a convenienza. UICI può sviluppare iniziative proprie, per sensibilizzare l'opinione pubblica alle proprie tematiche. Tra l'altro è indegno che un candidato che intenderebbe governare una Regione non conosca in anticipo quali temi sensibili affliggono la sua Regione. Con la promessa tacita o palese che il candidato faccia qualcosa per i ciechi, semmai dovesse essere eletto, UICI mette a disposizione la sua sede per fargli fare campagna elettorale verso i suoi soci, e ciò è indegno.

L'Unione Italiana Ciechi Tutela i Diritti e la dignità dei suoi soci, non li rende strumento per distruggere loro l'Immagine e la credibilità. Noi ciechi così passiamo sempre per i soliti poveretti, torniamo utili quando c'è da spremere un voto. Se c'è da fare qualche compromesso, deve farsi coi governanti al potere, non coi partiti! Perché i partiti cambiano, mentre chi governa, così come dovrebbe fare un Presidente dell'Unione, rappresenta l'istituzione, governa per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro preferenze di partito, così come un Presidente UICI rappresenta tutti i soci.

"Tutti i cittadini hanno pari dignità Sociale e sono eguali davanti alla Legge, senza distinzione di Sesso, di razza, di Lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." Questo recita l'articolo 3 della Costituzione italiana. Lo Statuto UICI si rifà proprio a questo articolo quando parla di apartiticità. Anche i presidenti di sede dovrebbero avere come stella polare questa frase, per navigare sempre nel giusto, in rispetto della dignità dei propri soci e di tutti i non vedenti italiani.